Un hard disk esterno può rompersi
I dischi rigidi esterni con cavi Firewire e USB, ovvero adattatori di interfaccia da USB a IDE o da Firewire a IDE, fisicamente sono composti da un contenitore, definito case, che contiene, per l'appunto, un hard disk di tipo IDE standard.
Questo tipo di disco, riunisce in sè tutte le problematiche non solo degli hard disk di questo tipo ma anche a quelle dovute all'involucro esterno ed alla relativa interfaccia (USB o Firewire), oltre al problema tipico di questi supporti di memorizzazione che è quello del surriscaldamento, causato da una scarsa ventilazione dell'involucro esterno, superato nei modelli più recenti grazie all'inserimento di una ventola in grado di raffreddare il supporto contrastando così un eventuale aumento della temperatura.
Esiste una casistica, abbastanza esaustiva, dei possibili e tipici sintomi di malfunzionamento a cui sono soggette queste unità di memorizzazione, che possono essere così riassunte:
- improvvisa cessazione di qualsiasi attività compreso il segnale di attività;
- assoluta mancanza di riconoscimento da parte del BIOS;
- un inspiegabile e improvviso rallentamento delle funzioni del computer e del sistema;
- la presenza di strani rumori di natura meccanica all'interno dell'involucro che contiene l'hard disk;
- una esasperante lentezza del computer che comporta tempi lunghissimi, e spesso anche l'impossibilità, per accedere ai file, ai documenti ed alle informazioni;
- improvvisi blocchi del sistema senza motivi apparenti;
- il mancato riconoscimento dell'hard disk esterno al momento dell'avvio del computer;
- l'emissione da parte dell'hard disk di un un suono ininterrotto simile a un ticchettio;
Sintomi come questi, rappresentano un problema per la probabile perdita dei dati. In questo caso è necessario l'intervento di professionisti e centri specializzati in grado di provvedere al recupero delle informazioni che in molti casi avviene con successo.
è essenziale evitare in qualsiasi modo, per mezzo di procedure fai da te, di intervenire agendo impropriamente sull'hard disk ed evitando tassativamente qualsiasi apertura dell'involucro e dello stesso hard disk in quanto per farlo è necessario che avvenga in un ambiente apposito che ha le caratteristiche di essere completamente asettico, definito in italiano camera bianca dal termine originario clean room.
La procedura adottata dai centri specializzati in recupero dati prevede un servizio di diagnostica sull'hard disk esterno, che la maggior parte delle aziende fornisce a costo zero, ovvero a titolo gratuito, attraverso il quale, si analizzano i tipi di danni subiti dall'unità di memoria e si stabiliscono se e quali dati possono essere recuperati.
Terminata questa fase, il cliente riceve un preventivo di spesa che se accettato comporta l'effettivo recupero o ripristino dei dati che vengono riconsegnati al cliente su un supporto DVD o su un altro hard disk esterno e in alcuni casi, anche via internet attraverso un'operazione di download sui server dell'azienda.
I tempi di consegna variano dalle poche ore al massimo i 10 giorni e chiaramente il costo è in funzione di diverse variabili che variano in funzione della difficoltà degli interventi da eseguire sull'hard disk esterno.
In base al preventivo di spesa si deciderà quindi, valutando il valore dei dati che sono contenuti nell'hard disk esterno, se affidarsi o meno a servizi di questo tipo.
In caso contrario, qualora l'interesse per il recupero delle informazioni sia minimo, è anche possibile adottare alcuni "trucchi ed escamotage" che circolano in rete, che nel caso risultino non idonei, vale comunque la pena di sperimentare prima di rottamare l'hard disk e acquistarne uno nuovo.
Tra le più curiose soluzioni fai da te, da segnalare quella che consiste nel porre nel freezer di casa, per un tempo che oscilla tra le 4 e le 6 ore, l'hard disk esterno danneggiato (purchè non sia completamente rotto meccanicamente), avvolto in un involucro di plastica per non prendere umidità.
Una volta che il supporto di memoria viene estratto dal freezer, si deve attendere qualche minuto, il tempo cioè di adattarsi alla temperatura dell'ambiente, e a quel punto collegarlo al pc per il tempo necessario a trasferire i dati che si vogliono recuperare. Ci riserviamo qualsiasi commento circa l'efficacia: tentare in questi casi prima di buttare via tutto costa poco; così come i prezzi dei tanti modelli di hard disk esterni disponibili sul mercato.
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